Pubblicazione del prof. Rossi del libro “SCORIE d’ESPERIENZA”

Il prof. Francesco Rossi, docente di italiano e latino del nostro liceo, ha pubblicato negli ultimi mesi il suo nuovo libro SCORIE d’ESPERIENZA (Guido Miano Editore – Milano), di cui pochi giorni fa ha donato una copia alla nostra biblioteca scolastica, a scopo di promozione delle iniziative di lettura correnti rivolte agli studenti.

Il libro è diviso in tre sezioni: Ouverture pasoliniana, Via Crucis, Ozio di Marca.

Si riportano alcune parti della prefazione, redatta da Floriano Romboli (Pontedera, 1949), per tanti anni insegnante di materie letterarie e latino nei licei, oltre che docente di letteratura italiana presso la Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) dell’Università di Pisa: “….la prima sezione della raccolta consiste nel richiamo sistematico a titoli della produzione lirica di Pier Paolo Pasolini menzionati nella loro specificità referenziale; a Francesco Rossi lo scrittore di Casarsa appare intimamente contraddittorio, diviso fra il rigore della razionalità argomentativa e la passionalità immedesimante, istintivamente e vivamente partecipativa. (…) Anche la riflessione sulla passione, sulla morte e sulla resurrezione del Cristo è svolta da Rossi sotto il “segno della contraddizione”, ricondotta fin dall’inizio alla duplice natura – umana e divina – del Redentore; l’ultima fase della vita di Gesù è seguita con interesse e ammirazione in componimenti caratterizzati da un maggiore respiro narrativo. (…)

La terza parte del volume intitolata Ozio di Marca è sovente contrassegnata da una chiara nota polemica. Le liriche di questa sezione sono il risultato di una considerazione libera e penetrante della realtà naturale e storica (persino dell’attualità), corrispondono a molteplici, differenti momenti della puntualizzazione di una vision du monde, all’interno della quale è vibrante la protesta contro l’ipocrisia dell’ufficialità meschina e ingannatrice, contro l’impostura pseudoideologica e l’imbroglio passivamente accettato dal conformismo di comodo, da sempre nemico dell’autenticità culturale-morale. Non è possibile nell’àmbito, di necessità limitato, di una nota prefatoria seguire l’ampia articolazione tematica della ricerca artistico-letteraria di Rossi, che spazia da episodî più antichi a vicende recenti (dal ricordo del martirio di Giacomo Matteotti per mano di sicarî fascisti alla strage di via Rasella durante il secondo conflitto mondiale, dall’assassinio di Aldo Moro alle gesta criminali del terrorismo al “caso” drammatico di Enzo Tortora).”

Di seguito una poesia della raccolta, tratta dalla sezione Via Crucis:     

GIOIA di VITA

L’ Arte è una rivelata religione,                31/01/2004

il cui culto si dona alla Bellezza,

omaggio al primo moto dell’Amore

che trasse da sé l’icona formata

alla potenza riflettente segno,

seme della compiuta rinascenza

al dì che Carità vestì sembiante.

Sempre nuovo si perpetua irradiato

il mistero della gioia ingemmata

nel castone della sua sagoma,

specchiata al fonte perenne del riso

che stampa di sua orma l’Universo.

L’equazione dell’amore è la legge

in cui il rapporto non ha dimensione

al quanto della logica che invera

come da terra si miri la sfera

che ruota intorno alla sua riviera.

La carità non s’adira o s’adonta,

identica al suo eterno esemplare

in ogni mutevole esibizione,

ma quel che appiana la propria ragione

è un volto aperto alla sospensione

da sé come fedele inclinazione

d’animo che l’opera rende onesta.

La gioia è prezioso in specie diadema

che incorona la bionda sciolta cresta aspersa

all’implicata complessione

qual d’esteta reclama comunione